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OVADA

COMUNE DI OVADA

Visita

Ovada è un vero e proprio scrigno di piccoli tesori, non scoprirete tutto e subito; il viaggiatore dev’essere curioso e pronto a lasciarsi entusiasmare: aspettatevi la nostra cortesia, non troppo espansiva, ma che saprà esservi d’aiuto per un consiglio o un suggerimento.

Quando arriverete in città potrete vedere Piazza XX Settembre, vero e proprio crocevia del traffico cittadino e cerniera tra i nuovi quartieri e il centro storico; ora svoltate a destra e, così, entrerete subito nel cuore della città. Sulla vostra sinistra si erge la Chiesa della Beata Vergine della Concezione, edificata dai Padri Cappuccini il 21 settembre 1631 come voto per far sì che la cittadina venisse liberata dalla terribile epidemia di peste. La Chiesa è officiata da quasi 350 anni dai Francescani, da sempre presenti ad Ovada; adiacente a questa struttura c’è il loro convento e davanti troviamo una piazza con una piccola fontana con la Statua di San Francesco, Patrono d’Italia. Proseguendo sempre per la stessa strada troverete Via Cairoli: tutto il centro storico ha un tipico aspetto genovese, è questa la nostra impronta, data da secoli di rapporti e scambi. Questa strada, elegante e lastricata, è un vero e proprio punto di riferimento per gli ovadesi, è il salotto della città, è ricca di negozi e attività commerciali così come di palazzi storici e di appartamenti abitati. Camminando troverete alcuni edifici di pregio, il teatro Torrielli posto proprio all’inizio della via e poco più avanti Palazzo Maineri, oggi sede delle principali istituzioni culturali della città: ospita, infatti, la Biblioteca e l’Accademia Urbense, questo edificio ha avuto utilizzi eterogenei nel corso degli anni: sede del Palazzo Comunale, sede della Scuola di Avviamento Professionale ed anche sede del Comando tedesco, durante gli anni bui della guerra. Ora siete giunti in Piazza Assunta, non potete esservi sbagliati, la via è diritta. Vi ritroverete davanti la Chiesa Parrocchiale N.S. Assunta, fondata nel 1772, un edificio alto quasi 50 metri, che con i suoi due campanili rappresenta il simbolo più importante della città. All’interno troverete arredi marmorei, dipinti di assoluto pregio e potrete comprendere appieno la cultura cittadina e i nostri riferimenti spirituali. Non vorrete mica fermarvi qui? Bene, allora una volta usciti dalla
Parrocchia ecco Piazza Garibaldi, dedicata all’Eroe dei Due Mondi e a due concittadini che lo accompagnarono nell’avventura. Questa piazza, una volta, era la sede della vita sociale e politica della città, luogo dei ferventi comizi elettorali e della ginnastica ai tempi del sabato fascista, ma anche della cena della fratellanza con la quale nel 1848 i notabili ovadesi invitarono i popolani, mettendosi a loro servizio anche se per un solo giorno.

Proseguiamo verso Via San Paolo e dopo pochi passi troverete l’Oratorio dell’Annunziata: edificato nel ‘400, venne rimaneggiato e decorato nella metà del XVIII secolo e restaurato a metà Settecento; è un vero e proprio gioiello architettonico e, all’interno, sono esposte due casse processionali di Anton Maria Maragliano, scultore genovese di assoluta rilevanza e prestigio. Poco più avanti troviamo la Casa Natale di San Paolo della Croce, Patrono della città e fondatore della Congregazione Passionista; davanti si erge la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, detta di San Domenico, fondata nel 1481. L’edificio si presenta con una facciata semplice e l’interno ospita una statua della Madonna della scuola di Filippo Parodi; durante l’età napoleonica la Chiesa fu usata come caserma e come magazzino; conobbe diversi restauri e fu colpita da alcune vicissitudini, come un incendio che, pochi anni fa, distrusse l’organo e annerì gli intonaci. Ancora pochi passi ed ecco il Palazzo Maineri-Rossi, dalle cui finestre escono i suoni inconfondibili degli alunni della Scuola di Musica Rebora, che con costanza imparano l’arte di suonare uno strumento e continuano la tradizione musicale della nostra città. Tornati in Via Torino e imboccata via Buffa vediamo il Teatro Splendor: inaugurato nel 1902, fa parte del Ricreatorio, opera dell’educatore ovadese Don Giuseppe Salvi.

Stiamo per chiudere il nostro percorso che forma un quadrato: proseguendo per via Torino troviamo Palazzo Delfino, oggi sede del Comune, fatto costruire da un privato come sede della sua banca e dell’abitazione privata. Ora siamo di nuovo in Piazza XX Settembre; a ovest è situato il Monumento ai Caduti, realizzato tramite collette tra le famiglie ovadesi. E’ giunto il tempo di un po’ di riposo e in Via Carducci troverete il bellissimo Parco di Villa Gabrieli che, con il vicino Parco Pertini, costituiscono i due angoli verdi della nostra città. Non pensate di aver visto tutto, questa è solo una piccola proposta, ci sono ancora tante cose da scoprire, come ad esempio la suggestiva Loggia di San Sebastiano, l’Oratorio di San Giovanni, decorato in stile Rococò nel ‘700, che ogni anno si anima con la tradizionale Processione e il Museo Paleontologico Maini, che custodisce i fossili e i minerali provenienti dal territorio locale.

Ovada
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Ovada

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Ovada

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Ovada

Storia
Ovada viene citata, per la prima volta, in un documento del 991 con il termine Ovaga. Per la sua posizione strategica e le sue colline fertili e generose, fu sempre al centro di interesse di varie dominazioni e vide un importante incastellamento che ancora oggi caratterizza l’ovadese. Il territorio passò prima ai Marchesi Aleramici, testimonianza più fulgida della sua radicata appartenenza al Monferrato, e in seguito alla famiglia Del Bosco. Alla fine del 1300 entrò nell’orbita francese e, successivamente, seguì le sorti di Genova per molti secoli. Il XVIII secolo vide la dominazione dei Savoia e, dopo il Congresso di Vienna, Ovada divenne definitivamente piemontese e fu annessa alla Provincia di Acqui.

Curiosità
Nel 1694 nacque ad Ovada Paolo Francesco Danei, fondatore dell’Ordine Passionista e proclamato Santo nel 1867. La Casa Natale di San Paolo della Croce si sviluppa su tre piani e conserva ancora alcune strutture originali; all’interno, ospita cimeli e reliquie come gli indumenti indossati dal Santo, libri e breviari. L’edificio, dichiarato monumento nazionale nel 1918, è oggi sede di un Museo aperto al pubblico.

FOLKLORE / APPUNTAMENTI

In varie date, durante tutto l’anno, si svolge il Mercatino dell’Antiquariato; a maggio l’appuntamento è con la rassegna enogastronomica “Paesi e Sapori”. A fine agosto troviamo “Ovada in Festa”, e a novembre “Vino e Tartufi”. Le tre Fiere tradizionali sono quelle di: Santa Croce a maggio, San Simone a fine ottobre e Sant’Andrea, i primi di dicembre.

INFO

Coordinate: 44 ° 38′ 21″ N – 8 ° 38′ 47″ E
Altitudine: 186 m. s.l.m.
Superficie: 35.37 km²

EVENTI

DOVE: MANGIARE – DORMIRE – BERE


IAT – Informazione ed Accoglienza Turistica – OVADA

Via Cairoli 107
Tel. e Fax: 0143 821043
e-mail: iat@comune.ovada.al.it

ORARIO ESTIVO (da Marzo a Dicembre)
Lunedì CHIUSO
Martedì e Domenica: 9:00-12:00
Da Mercoledì a Sabato: 9:00-12:00 e 15:00-18:00

ORARIO INVERNALE (Gennaio e Febbraio)
Lunedì e Domenica CHIUSO
Martedì: 9:00 -12:00
Da Mercoledì a Sabato: 9:00-12:00 e 15:00-18:00


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